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Dietro le quinte >> SELLARONDA HERO 2013: LE MOUNTAIN BIKE INVADONO LE DOLOMITI!
 
21/06/2013 10:58


Siamo alla vigilia della quarta edizione dell’evento SudTirol Sellaronda Hero, circondati dal panorama mozzafiato delle Dolomiti, io ne approfitto per fare una chiacchierata pre-gara con Mirko Celestino. Di nuovo immersi nel mondo delle due ruote ma questa volta si parla di Mountain Bike e di atleti che domani, sabato 22 giugno, sfideranno l’imponenza delle Dolomiti in 90 km di tracciato…e già il fatto che si parli di “eroi” la dice lunga sulla gara.

Più nota come Sellaronda, questa manifestazione è ormai un appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati di questo sport. Parlo con Mirko Celestino, del team Avion Axevo, vincitore dell’edizione 2011 e 2° classificato nell’edizione 2012.

Di lui mi colpiscono due cose: è nato ad Albenga a due passi dal mare…che ci fa sulle due ruote invece di essere in acqua a fare gare di nuoto o regate?
“E’ stato mio papà che mi ha portato sulla strada del ciclismo. Lui era un ex corridore: non è arrivato al professionismo, però ha sempre avuto la passione per questo sport e mi ha messo su una bicicletta a 6 anni e da allora non ho più smesso. Ecco perché non sono uno sportivo “da mare”. Magari potevo fare il triathlon, ma ho scelto il ciclismo”.

L’altra particolarità è il passaggio dal ciclismo su strada alla mountain bike. Mirko mi spiega subito: “Ho iniziato la carriera nel professionismo nel 96 e sono rimasto per 12/13 anni. Poi ho sentito la necessità di cambiare ambiente e alla fine ho scelto una sorta di continuità: sono rimasto sulle due ruote ma sono passato alla mountain bike che già mi piaceva praticare d’inverno perché sei più a stretto contatto con la natura”.

Mirko per farsi capire meglio mi fa un paragone: “Il ciclismo su strada è come guidare la moto da pista: devi guidare preciso, calcolare tutti minimi errori. Mentre la mountain bike è come la moto da cross: devi guidare più sporco, come diciamo noi, devi essere capace di adattarti ad ogni tipo di terreno, che magari il giorno prima è secco e poi il giorno dopo è tutto un fango perché nella notte ha piovuto”.

Mirko è “preso bene” dal suo sport e continua: “comunque nel ciclismo su strada la differenza la fa la salita, nelle gare di mountain bike, la discesa”. Ecco: direi che nonostante si tratti sempre di una bicicletta, i due sport sono due opposti che si attraggono solo in parte.

Bene, ma allora, per questa Sellaronda, come ci si prepara? Come si fa a caricarsi per non sentirsi piccoli piccoli di fronte alla maestosità delle cime dolomitiche? “Ci si allena, tanto, mediamente dalle 5 alle 7 ore perché il dislivello si sente e se non sei preparato bene non hai la resistenza necessaria per affrontare la gara”.

Io continuo a sentirmi piccola piccola e anche una sfaticata cronica dopo che Mirko mi ha parlato di 5/7 ore di allenamento. Però io sono quasi già stanca, di resistenza non se ne parla, quindi mi riposo e attendo Mirko dopo la gara per i commenti “a caldo”. Intanto incrociamo tutti le dita per il nostro “hero”!

La gallery di Mirko Celestini è QUI

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