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Dietro le quinte >> Viaggiare per ritrovare se stessi
 
10/09/2015 10:11

Ogni volta che intraprendiamo un viaggio, ci si deve allontanare un po' da quello che siamo abituati a essere, dalla nostra routine e dalle nostre convinzioni, per trovarsi in situazioni diverse che ti spingono a guardare la realtà da altri punti di vista, permettendoci di scoprire una parte di noi ancora sconosciuta. Viaggiando si incontra un mondo diverso, fatto di nuovi luoghi e persone che agiscono indiscutibilmente sulla nostra mente e sul nostro cuore. Non sapendo mai con esattezza cosa o chi incontreremo, ci si mette in gioco e si passa dalla sedentarietà delle abitudini, alla necessità di muoversi e agire.
Ho vissuto così la trasferta in America. Un'emozione in piccola parte già vissuta e il resto tutta da scoprire; volare con l'aereo mi ha riportata a due anni fa, quando partii per i Mondiali XC in Sud Africa. Era la prima volta che andavo così lontano e ricordo che le mie attenzioni erano rivolte tutte alla gara. Ero molto agitata… l'avevo preparata per un'intera stagione! Questa volta, invece, è stato un po' diverso. Quando sono arrivata in Canada, o meglio, quando finalmente mi sono decisa a uscire dal mondo dei sogni e ho aperto gli occhi, ho potuto assaporare una realtà ancora più piacevole: ho guardato fuori dal finestrino e la prima cosa che ho visto è stata un'enorme distesa di bosco, di un verde così profondo che spezzava l'azzurro. "Strano" ho pensato, "questo cielo sembra molto più grande di quello che vedo ad Aosta!". Forse sarà stato perché non c'erano montagne a limitarlo, o perché le nuvole erano talmente grandi che sembravano avere la consistenza dello zucchero filato... doveva essere proprio buono perché cambiavano forma ogni secondo che passava, come se qualcuno le modellasse a morsi!

Mi sono sentita nuova. Non diversa ma pronta ad aprirmi a nuove realtà. La prima parte di stagione, invece, l’ho vissuta in maniera molto differente. I miei impegni mi soffocavano, non riuscivo a vivere serenamente le cose e mi sentivo disorientata. Fortunatamente, questa esperienza mi ha riaperto gli occhi e indicato la direzione. Dell'America sicuramente porterò con me il ricordo di New York. La prima cosa che ho fatto quando sono arrivata è stata quella di guardare su, in alto, verso quegli enormi palazzi. D'altronde, con tutte quelle illuminazioni non potevano che prendersi tutto il palcoscenico! Eppure, subito dopo, la mia attenzione si è spostata più giù, più vicino a me, tutto attorno a me: gli odori del cibo, kébab, tacos, gelato, noccioline. E poi i rumori del traffico, auto, navette, taxi, clacson. Le voci, le urla della gente...Quanta gente! Ero così incuriosita da tutte quelle persone, così diverse tra di loro!

E sono ripartita così per l’Italia, con il trolley pieno di vestiti, il cuore carico di emozioni e la mente fiduciosa verso il futuro. Pronta per la prossima esperienza!

Emilie Collomb

Crediti: photo Michele Mondini