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Dietro le quinte >> Alla conquista di Boston!
 
16/04/2015 10:02

Cosa sta preparando Danilo Goffi? La sua prima Boston Marathon, of course! Da intendersi sia come "naturalmente", corretta traduzione dall'inglese, che come "de corza", maccheronica variazione inglo-italiota. Già! E con questi prossimi 42k io salgo a quota...boh, non ricordo nemmeno se sono 32 o 33 le maratone corse durante la mia carriera. Certo è che Boston va fatta almeno una volta nella vita: è la più antica, la più classica e la più variata in termini di percorso. Io arriverò negli States attraverso la SuisseGas Milano Marathon dove lo scorso anno mi sono aggiudicato il Titolo Italiano, e dove questa volta sarò invece presente con una staffetta a sostegno dell'Associazione Theodora Onlus. Sarà il mio penultimo lavoro in vista di Boston che ho preparato in crescendo o, meglio, in un lento crescendo. Alla mia età, 43 primavere in dicembre, è fisiologico non essere subito in condizione gara, ma è necessario arrivarci gradualmente, dopo un paio di mesi di avvicinamento, sfruttando le gare su strada come tappe funzionali all'obiettivo. È proprio quando la condizione migliora, negli ultimi due mesi della preparazione, che inizio a lavorare a rimo gara, ricercando il passo da tenere durante la competizione e sostenendolo in tutti i lavori specifici in cui mi impegno. La mia tabella di marcia è molto varia; e per non stancarmi mentalmente, cambio spesso anche i posti in cui mi alleno. Mi sono creato infatti quattro percorsi ideali vicino a casa, ma apprezzo molto calpestare i Percorsi Reali dell'omonimo parco a Monza. Percorsi di cui sono testimonial grazie anche ai partner che mi sostengono in questa seconda carriera sportiva. Ad essere onesto, a Monza ci son venuto proprio spesso per Boston: la morfologia del tracciato, mosso e collinare, è infatti molto simile a quello che troverò in gara lunedì 20 aprile, l'ideale per arrivarci pronto e preparato. Le mie sedute di allenamento si articolano o in ripetute corte, sui 1000mt o sui 2000mt, oppure su andature variate a scelta tra 3000mt-1000mt, 2000mt-1000mt, o anche 1000mt-1000mt per un totale di 15/16km da percorrere a ritmo gara. Completo la mia preparazione con cinque lunghi per avvicinarmi ai 42k, correndone quindi dai 32 ai 37 ad uscita. Non c'è un lavoro più importante degli altri, tutti sono fondamentali e li curo nei minimi dettagli, senza trascurare l'alimentazione e l'integrazione. Allo stesso tempo, non ho nemmeno un momento particolare prima della gara, ma cerco di rimanere concentrato in ogni cosa che faccio fin dalla sera prima. Quando preparo lo zaino ed attacco il pettorale alla canotta, visualizzo mentalmente il percorso è la mia tenuta strategica in corsa. Non posso evitare di pensare alle fatiche sostenute durante la preparazione, ai sacrifici fatti sia da me sia da chi mi sta accanto; in primo luogo, mia moglie Tatiana e mio figlio Gabriele e con loro, Silvio, la mia guida, il mio allenatore, oltre che la mia amica Chiara che si occupa del mio ufficio stampa. Tutti loro mi supportano e mi sopportano con gli alti e bassi del mio carattere e con le variazioni di umore dovute al mio rendimento durante l'allenamento e nelle gare di avvicinamento. Poi, il giorno della maratona, subito dopo lo sparo, non penso più a niente, ma lascio esplodere tutta la mia energia, faccio di tutto per mettere a segno il lavoro dei mesi precedenti, quelli in cui ho macinato chilometri su chilometri. Do tutto quello che ho dentro, il massimo per cercare di centrare l'obiettivo.
Cosa farò dopo Boston non lo so ancora. Adesso preferisco rimanere concentrato sull'ormai prossimo futuro senza pensare ad altro. Di una cosa sono certo: dopo aver vinto il titolo Master alla Maratona di New York nel 2013 e nel 2014, quando mi sono classificato 15esimo a livello assoluto, primo europeo al traguardo, voglio fare mia anche la Boston Marathon.

Danilo Goffi