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Lo sapevate che? >> La seconda tana dei Ragni di Lecco
 
02/04/2015 10:00

All’inizio di quest’anno, tramite il sito dei Ragni di Lecco, abbiamo seguito i nostri heroes nella loro ultima spedizione in Patagonia. L’obiettivo primario dei Ragni era quello della scalata del Fitz Roy proprio sulla cosiddetta ‘via dei Ragni’ ma per una serie di circostanze sfavorevoli la spedizione non è andata a buon fine. Meglio sarebbe dire che non è stato raggiunto l’obiettivo primario perché, comunque la cima del Fitz Roy (3.405 metri) è stata raggiunta da Luca Schiera, Matteo Della Bordella e Silvan Schupbach. Di più, Schiera insieme a Luca Gianola, prima di questa impresa era salito sul Cerro Torre (3.128 metri) la cima che tecnicamente  viene considerata una delle montagne più difficili da scalare al mondo. Impressionati da queste informazioni volevamo sapere qualcosa in più di questo mitico Cerro Torre e navigando in internet ci siamo imbattuti in un articolo di qualche mese fa del New York Times in cui si riattizzava la polemica su chi realmente per primo avesse conquistato questa leggendaria cima. La storia è abbastanza nota tra gli appassionati. Da un lato ci sono le dichiarazioni di Cesare Maestri che nel 1959 affermò di aver raggiunto la vetta con Toni Egger, morto durante la discesa, e che non riuscì a documentare la sua supposta impresa, tanto che nel 1970 ci riprovò. Anche nel secondo caso più di un esperto mise in dubbio il successo delle spedizioni di Maestri. Dall’altro c’è un gruppo di ragazzi, perché nel lontano 1974 erano ragazzi, che senza clamore e senza annunci trionfalistici nel gennaio del 1974 arrivarono in cima al mitico Cerro Torre dalla parete Ovest documentando tutta l’operazione. Forse il mito dei Ragni di Lecco cominciò proprio allora con quella incredibile impresa. Ancora oggi quella dei Ragni è la prima conquista del Cerro Torre completamente documentata. Lungi da noi prendere parte a sterili polemiche ma ci è sembrato affascinante scrivere di questa storia. Vogliamo quindi omaggiare i Ragni di ieri, quelli di oggi e quelli di domani lasciando la parola a un articolo pubblicato su ‘La Stampa’ del 30 marzo 1974 dal titolo: ‘I Ragni raccontano la conquista del Cerro’.  Leggiamo il cronista di allora: “E’ rientrata a Linate da Buenos Aires la spedizione dei ‘Ragni’ di Lecco che ha raggiunto lo scorso 13 gennaio alle ore 17.45 la vetta del Cerro Torre…Casimiro Ferrari, capo spedizione, è giunto in vetta assieme a Giuseppe Negri, Daniele Chiappa e Mario Conti; poco sotto li appoggiavano Angelo Zoia, Gigi Alippi, e Claudio Corti. Gli altri componenti la spedizione, cioè Pierlorenzo Acquistapace, Giuseppe Lafranconi, Ernesto Panzeri, Mimmo Lanzetta e Sandro Liati erano costretti a rientrare per la mancanza di viveri causata dal protrarsi dell’impresa, bloccata dal cattivo tempo”. Nell’articolo si ricorda poi che Ferrari era imbarazzato nel momento in cui dovette decidere chi sarebbe salito e chi sceso perché “tutti erano in condizioni valide per raggiungere la vetta”. Il cronista racconta ancora che “il versante occidentale del Cerro Torre è infatti una via completamente di ghiaccio, che è stata superata con tecniche raffinate di equilibrio. Su 60 giorni in cui la spedizione ha operato si sono avute solamente due giornate di tempo buono. Le raffiche di vento, che raggiungono anche i 200 km orari, hanno ostacolato notevolmente il procedere degli alpinisti. Le valanghe di granuli di ghiaccio che precipitavano dalla parete per il turbinio del vento risalivano la parete stessa”…Alla fine i Ragni riuscirono a conquistare il fiammifero per un’impresa che rimase nella storia e che può ben definire il Cerro Torre come la seconda tana dei Ragni…ovviamente dopo Lecco.


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