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Dietro le quinte >> Il paradiso per un runner d’inverno.
 
27/02/2015 10:18

Non è facile divenire "maratoneti". E’ un lento processo che richiede tanta fermezza mentale oltre che fisica. Spesso si è portati ad abbandonare il lungo allenamento perché stanchi di testa prima ancora che di gambe. Nell'avvicinamento alla Maratona di Milano, prevista per il 12 aprile, nei primi mesi dell'anno come di consueto accade, ci si dedica ad intense sedute in palestra una o due volte a settimana condite da tanti chilometri ed allenamenti rivolti ad aumentare la resistenza allo sforzo prolungato. Normalmente in questa fase si cerca di incrementare un carico chilometrico settimanale già intenso per un runner come me fino ad arrivare a circa 180 Km a settimana con punte, alle volte, di 35 Km giornalieri. Dalle nostre parti si parla di "Lungo", inteso come Corsa di Fondo Lento. Vuol dire insomma macinare i chilometri. E di solito ciò che prediligo è scegliere dei percorsi e sentieri ricchi di saliscendi per aumentare le difficoltà ed adattare le gambe a continui cambi di ritmo ed avvallamenti che stimolano la propiocettività. Palermo offre fortunatamente scenari unici per correre a lungo e spesso, quando devo correre dai 30 Km in su, scelgo di attraversare tutto il Parco della Favorita, scendere a Mondello e raggiungere la riserva naturale di Capo Gallo, per poi tornare verso la civiltà! La spiaggia e il percorso di Mondello in questo periodo invernale, oltretutto, sono un posto che definirei "il paradiso per un runner di inverno" in quanto permette di correre a fianco del mare in tutta tranquillità e godere di scenari mozzafiato e colori completamente diversi dall'estate. Il clima, non troppo rigido, agevola lo svolgimento di un’attività prolungata all'aria aperta ma, a volte, dobbiamo fare i conti con l'umidità eccessiva, nostra principale nemica. Correre sulla sabbia d'inverno spesso non è consigliato dagli allenatori ma ogni cosa va fatta con criterio e la giusta saggezza. Normalmente non vado oltre i 20 minuti corsi sulla sabbia per non sollecitare troppo le caviglie e le ginocchia ma l'effetto di forza nei piedi e di "scarico" che crea sui polpacci sotto “sforzo” dai chilometri, è incredibile. Un altro allenamento particolarmente intenso che normalmente eseguo, ovvero 25 Km corsi su strada asfaltata e vallonata del litorale marino della città, ti porta ad affrontare la lunga e progressiva salita di circa 9 Km che conduce fino al santuario cittadino. Scegliere percorsi molto vallonati e ricchi di saliscendi in questa fase è l'ideale perché crea le basi di resistenza che andremo ad applicare più avanti quando affronterò allenamenti di simile durata ma a ritmo di gara da maratona e su percorsi piatti e veloci. Ma, per questi allenamenti se ne parlerà da metà marzo in poi. Infine, per spezzare la monotonia di queste giornate è utile correre qualche gara che vada dai 10 Km alla mezza maratona: non ci si può aspettare molto se ci si prepara alla distanza regina, ma quel che importa è pensare alla 42Km ad ogni occasione. La scorsa settimana è stata dura gestire per intero la 21 del Cima a Conegliano Veneto (6° assoluto e 1° italiano) perché mi sono trovato fin dal via da solo per 21 Km. Ma gare come queste ti insegnano a tirar fuori il carattere ed il coraggio di osare. In fondo la maratona è una sorta di attitudine all’introspezione, ti insegna ad essere più saggio, attendista ed a tirare fuori delle forze che alle volte pensi di non avere. Punterò molto su Milano e cercherò di ottenere uno dei miei migliori risultati in carriera per un 2015 dall'effettivo rilancio. Prossimo impegno saranno i Campionati Regionali di Corsa Campestre a Catania, domenica 22 nei quali mi metterò alla prova anche sul fango!
                                                                                   
Filippo Lo Piccolo
 
Credits: photo Manuela Amoroso