Passion and Power - il blog dei protagonisti Outdoor Bike Golf Running Snow
Questo sito utilizza i cookie anche di terze parti che ci aiutano a fornire i nostri servizi, clicca su +Info per saperne di piĆ¹
Continuando sul sito o premendo su OK presti il consenso all'uso dei cookie
Dietro le quinte >> Canottieri per un giorno a Milano!
 
30/10/2014 10:13

Oggi vi raccontiamo un dietro le quinte un po’ unconvetional per i nostri standard. Nel senso che abbiamo messo per un momento da parte la “prestazione”, chiudendola nel cassetto, e invece di seguire qualche hero in una delle sue imprese, abbiamo chiesto direttamente noi a due atleti (a breve scoprirete chi) di cimentarsi in una disciplina che solo apparentemente è identica a quella che già praticano. Ma, l’espressione ‘identica’ è un parolone se mettiamo a confronto la canoa con il canottaggio. Partiamo però dall’antefatto. Il 27 ottobre ci siamo ritrovati con qualche affezionato ‘passionista’ del nostro blog, testimoni discreti oltre che canoisti per caso, presso un tempio sacro milanese dello sport, da molti conosciuto ma da pochi visitato, me inclusa che vivo a Milano da venti anni e bazzico sui Navigli dai tempi dell’università. Ma guarda caso lì dentro non ci entri mai perché preferisci vivere a distanza l’effetto reverenza che incute la Canottieri Milano. Ebbene è proprio qui che ci diamo tutti appuntamento, inclusi i nostri due heroes (lo so che non vi ho detto ancora di chi sto parlando, ma ora ci arrivo). Beh, inutile dire che varcare la soglia della Canottieri è tutta un’altra storia che guardarla di sbieco mentre passi dall’altra parte del ponte. E’ come essere catapultati in un mondo surreale, fuori dalla logica snervante della metropoli pur mantenendo la sua imperiosità cittadina. Popolato da quelli che definisco i “difensori” della disciplina (mens sana in corpore sano) ti ritrovi a passeggiare dentro le mura del castello sportivo con gente che gira in costume con una temperatura che alle dieci del mattino non supera certo i 9° con la stessa disinvoltura di chi cammina sulle spiagge di Fregene in pieno agosto; mentre magari, altri (e intendo quelli che il monumento lo hanno probabilmente, se non fondato, visto che parliamo del 1890, almeno cresciuto) se ne stanno seduti al bar a raccontarsela nutrendo lo spirito con una bella partita a carte. Osserviamo tutto questo tra l’incredulo e il divertito scambiandoci qualche considerazione piena di ammirazione per tanta lentezza. Ed ecco che arrivano, dritti dritti dal raduno di Roma per gli allenamenti, i nostri due heroes, Albino Battelli e Nicola Ripamonti, medaglia d’argento di canoa velocità. Ve li ricordate? Li abbiamo conosciuti qualche mese fa in un’intervista doppia. Sono proprio loro i nostri canottieri per caso del giorno. Eh già perché i due hanno accettato di mettere alla prova il proprio ego di campioni nel canottaggio che è tutt’altro dalla canoa. Proprio come ci spiegano loro, dopo l’imbarazzo iniziale dei convenevoli con i presenti, quando finalmente arriva la domanda spacca ghiaccio “ma in cosa si differenziano le due discipline e quindi quale sarà per voi la difficoltà oggi nel cimentarvi come canottieri?” Uno scambio di sorrisi tra i due è il prologo della risposta che segue in modo incisivo e sicuro da Nicola “tanto per iniziare nella canoa si va in avanti e nel canottaggio all’indietro…” dite niente è come un italiano che si ritrova a guidare nella strade inglesi “proprio per questo motivo spesso i canottieri noi li chiamiamo i gamberi. E poi tecnicamente noi canoisti spostiamo tutto lo sforzo sopra, mentre i canottieri lavorano all’80% con le gambe.” Arriva l’esclamazione provocatoria di uno dei presenti, fashion blogger nel DNA (alias l’amica Anja Tufina) “quindi è come dire che voi siete i selvaggi mentre quelli che praticano il canottaggio sono i fighetti!” E per chi ora sta ridendo, sappiate che è esattamente così! Per stessa ammissione dei due heroes, che tra l’ilarità generale, rispondono (questa volta a parlare è però Albino) “sì, potremmo dire così, anche se in entrambi gli sport la sincronia con la barca e nel gruppo è fondamentale. Ad esempio, nella nostra squadra, ognuno di noi ha un ruolo, io devo portare ritmo e Albino, che è dietro di me, deve far sentire la forza a tutti gli altri!” Ok il gruppo, ma nel K1, quindi nel canottaggio in singolo, secondo voi chi è più forte dei due? “Boh?” E’ la risposta di entrambi gli atleti. Ma se loro non lo sanno, a breve lo scopriremo perché, nell’arco della giornata, li faremo sfidare. Non prima però di sfatare il mito tutto al maschile di queste due discipline perché, udite udite, ci sono anche tantissime donne che si dedicano sia alla canoa che al canottaggio anche a livelli agonistici. Attenzione però, perché a dire almeno di Albino che non cercherebbe mai la propria fidanzata tra una collega canoista, si rischia di sviluppare una fisicata un pochino accentuata perdendo le grazie della femminilità. Quindi, per tutte coloro che vogliono tenersi in forma, ottima scelta la canoa, ma a piccole dosi. E dopo le domande alcune più tecniche e altre, forse, più di colore, tipo “vi è mai capitato che una donna vi chiedesse una passeggiata romantica in canoa?”, si passa finalmente all’azione nella piscina di simulazione della Canottieri. Tutti ma proprio tutti si cimentano, dopo le prime resistenze, nella vasca con i due heroes per capire quanto il canottaggio, così come la canoa, sia fatto di sintonia più che di controllo, altrimenti, a forza di guardare il remo invece di sentirlo, si rischia di gridare, come l’unica voce fuori dal coro della giornata, “ma è contro-intuitivo girare il remo così…
A proposito, volete sapere chi tra Albino e Nicola ha vinto nella prova con il remoergonometro? Il risultato è stato di 22.8 vs 23.8…scegliete voi chi ha fatto cosa, noi non ve lo diremo mai…del resto il detto dice “si dice il peccato, mica il peccatore”!

C.