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Lo sapevate che? >> Windsurf uno sport con tanti padri e per tutte le acque!
 
25/09/2014 09:55

Arrivati all’autunno ci risulta difficile abbandonare l’estate ma vogliamo salutare la stagione che si associa al mare per antonomasia con un piccolo omaggio alla nostra hero Flavia Tartaglini. Parliamo allora di windsurf. Concedeteci una piccola premessa. Come la sconfitta è orfana e la vittoria ha tanti padri così anche per le invenzioni più riuscite l’attribuzione della paternità di una certa intuizione è spesso contesa da più persone. Ovviamente non può mancare per questa massima il windsurf. Chi inventò la tavola con la vela? Dove fu immaginata? Progettata? E diffusa? Il nostro viaggio in questo sport relativamente giovane parte proprio da questi interrogativi a cui cercheremo di dare una risposta…con una sorpresa finale. Si narra che il primo prototipo di tavola a vela che abbia un certo riscontro documentale risalga al 1935 e sia opera di un certo Tom Blake. Costui era un grande amante del surf, disciplina di cui fu anche un protagonista, e aveva anche un certo senso per le innovazioni (sua ad esempio l’invenzione di una delle prime macchine da ripresa subacquee). L’idea della tavola a vela in California doveva sembrare però più che altro un divertissement che non ebbe seguito. Almeno fino al 1948 quando Newman Darby costruì la sua prima tavola, o almeno una cosa simile, dotata di una vela che poteva essere maneggiata con le mani. Darby non presentò nessun brevetto per la sua idea e, a onor del vero, non ne deve aver sentito il bisogno forse anche per lo scarso seguito che ebbe la sua intenzione. Ma come si sa le buone idee circolano nell’aria e prima o poi qualcuno le cattura. Successe quindi che a metà anni sessanta un ingegnere areonautico,  Jim Drake,  una sera si trovò a bere un bicchiere di brandy con il suo amico Fred Payne e il discorso cadde sulla possibilità di creare qualcosa che permettesse di navigare utilizzando una tavola ed una vela. L’idea non maturò in un progetto reale ma qualche tempo dopo Drake incontrò Hoyle Schweitzer e gli espose le sue teorie. La leggenda vuole che a Drake l’illuminazione giusta arrivò in un viaggio verso San Bernardino in California. Da qui, con l’aiuto di Schweitzer prese avvio l’avventura del windsurf. Questi per sommi capi i fatti della preistoria di questo sport ma ci sono alcune curiosità da scoprire. Innanzi tutto ai profani viene spontaneo associare il windsurf al mare, magari anche alla California o alle Hawaii. Esotico ma niente di più sbagliato. Infatti: lo sapevate che in ogni passaggio successivo che portò poi alla creazione e allo sviluppo della tavola a vela a farla da padrone sono stati i fiumi e i laghi ma non il mare? Ad esempio, quando Newman Darby inventa la sua tavola con la vela si trova sul fiume Susquehanna,  in Pennsylvania. Quando Drake parla della sua idea davanti ad un bicchiere di Brandy è perché il suo amico voleva fare un viaggio sul fiume Potomac. Infine, è curioso sapere, e questo un po’ ci inorgoglisce, che il grande impulso per la diffusione del windsurf è merito anche dell’Italia e precisamente del Lago di Garda. Su questo specchio d’acqua infatti la presenza di particolari situazioni climatiche permette di avere in alcune zone del lago un vento costante. Fu così che dagli Usa, dove ebbe scarso successo agli albori, il windsurf sbarcò in Europa,  principalmente nei Paesi del Nord e in Svizzera,  e sul Lago di Garda trovò l’ambiente giusto per esplodere e diventare nei primi anni ottanta un fenomeno globale,  tanto da raggiungere anche il rango di sport olimpico in poco più di vent’anni dai lavori di Drake e Schweitzer. Un’ultima curiosità. Sul Garda diverse località si contendono il primato di capitale mondiale del windsurf. Noi non le nominiamo, proprio per il discorso che si faceva più sopra…il successo ha sempre molti padri.

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