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Dietro le quinte >> Capelli nel vento
 
19/09/2014 10:00

Oggi vi raccontiamo un dietro le quinte un po’ particolare, non una giornata all’insegna della gara e della prestazione, in cui uno dei nostri hero si mette in gioco per portare a casa il risultato, ma il momento in cui lo sportivo esercita le sue capacità con pazienza e dedizione per arrivare, giorno dopo giorno, a conquistare il suo risultato.
Quei momenti sono particolari sia per chi li esercita, lo sportivo per intenderci, che per chi li vive da spettatore, perché tutto è diverso, è differente l’energia che circola.
Ma partiamo dall’inizio. Punto di ritrovo: Ostia Lido. Vi lascio immaginare il viaggio per arrivarci da Milano. Treno fino a Roma ostiense e poi trenino di collegamento fino a Ostia Lido. Ed è alla stazione di Castel Fusano che arriva lei, l’hero che seguiremo in questa giornata: Flavia Tartaglini. La sua grazia e il suo sorriso sono sorprendenti, quasi disarmanti. Ma ancora di più lo è la sua dolcezza che si contrappone al suo spirito selvaggio.
Dopo i convenevoli del caso, lei, la campionessa, inizia a montare il windsurf e Francesco, il fotografo, a scattare. Scatto dopo scatto è proprio lui a rendersi conto che in tutte le foto lei ha un sorriso contagioso, quasi impossibile da sostenere così a lungo per una persona normale, una di quelle persone che quasi ingessa la bocca per ostentare una simpatia artificiosa. Così tra l’imbarazzo e il divertito Francesco le chiede se riesce a sorridere meno, visto che per chi vedesse le foto non sarebbe credibile tanta allegria. Lei ci prova, ma le è proprio difficile non farlo perché lei è genuinamente così. Mentre, Flavia, si prepara e noi la seguiamo con l’obiettivo in questa giornata di allenamenti, ormai rassegnati alla sua contagiosa positività, inizia a raccontarci di quando ha cominciato a 15 anni a fare windsurf. A quell’età non riusciva proprio a stare ferma e con questo sport si è subito creata un’alchimia quasi magica.
Poi tutto passa all’azione, lei entra in mare, mentre noi la seguiamo a distanza su un gommone sballottolato dal mare. Viso nel vento e piedi nudi sulla tavola, perché come dice Flavia “il windsuf è uno sport di sensazioni, ed io devo sentire e dominare il mare e il vento con il mio corpo, nulla deve frapporsi tra me e la natura”.
La seguiamo a distanza nel tentativo di congelare i suoi movimenti, di riuscire a restituire nello scatto la sua grinta, la sua passione ed ogni più piccolo movimento che racconti l’amore di questa donna per il suo sport. Si muove sul mare come spinta da un’arcana magia ma è lei a dominare tutto: il mare è il suo habitat naturale. Ed è proprio in quel momento, mentre lei ci stupisce tra una figura e l’altra, che comprendiamo come questo sport non possa di certo essere praticato per puro narcisismo competitivo, ma che prima di tutto deve esserci l’incondizionato amore che ti lega all’acqua, quella fiducia travolgente in un elemento a cui appartieni e di cui non puoi fare più a meno. Che sai non ti deluderà fintanto che cavalcherai quelle onde con il rispetto di chi combatte un duello non per vedere sconfitto il proprio nemico ma per misurarsi in un duello ad armi pari. E’ questa Flavia, la sconfinata e selvaggia passione del mare!
 
E.