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Lo sapevate che? >> Lo scozzese che inventò uno sport
 
04/07/2014 11:09

Parliamo di Canoa. Un doveroso omaggio a Nicola Ripamonti e Albino Battelli, recenti protagonisti di questo blog con l’intervista doppia, coppia medaglia d’argento nella Coppa del Mondo, specialità canoa veloce, nemmeno un mese fa nelle acque dell’Idroscalo di Milano. Anche un neofita può immaginare che questo sport trae le sue radici da popoli e usanze che si perdono nella storia del tempo. Indiani, eschimesi e molti altri ancora usavano la canoa per spostarsi, cacciare e, in senso più ampio, per vivere. Ma lo sapevate che il merito di aver fatto della canoa uno sport e non solo un mezzo di sopravvivenza spetta a uno scozzese? L’eroe in questione si chiamava John MacGregor e viene considerato il padre della canoa sportiva. L’uomo nacque nel 1825. Era un esploratore, uno scrittore di viaggi (e questo dato avrà un’importanza fondamentale nello sviluppo della canoa come vedremo), e un filantropo. I suoi esordi non furono certo quelli di un esploratore secondo l’immaginario collettivo. MacGregor era figlio di un generale costretto a continui spostamenti secondo le necessità militari. Frequentò prima la scuola a Canterbury e poi a Dublino per laurearsi infine a Cambridge. All’inizio voleva fare il missionario ma, osteggiato dalla famiglia, ripiegò su una carriera come uomo di legge. L’animo ribelle e il carattere indipendente di John però non tarderanno a emergere e lo porteranno a intraprendere numerosi viaggi, in Europa, Palestina ed Egitto principalmente. La canoa gli venne incontro nel 1858 quando decise di fare un viaggio negli Usa e in Canada. MacGregor era un ottimo tiratore ma la passione per la canoa comincerà a diventare preminente quando lo scozzese fu vittima di un incidente ferroviario che gli procurò dei danni ad un braccio impedendogli di maneggiare il fucile con perizia. Dopo aver scoperto la passione per la canoa decise di assecondare un suo vecchio adagio che pressappoco recitava: “se vai per mare ad un certo punto incontri la terra. Se vai per terra a un certo punto incontri il mare. Con la canoa puoi andare per mare e quando incontri la terra puoi caricartela sulle spalle e proseguire fino ad un altro mare”. Da qui decise di farsi costruire una canoa, la Rob Roy per esplorare fiumi, laghi, terre e quant’altro. La Rob Roy, nome che evocava un noto patriota delle terre natali del nostro detto anche il Robin Hood della Scozia, di cui MacGregor era un lontano avo, fu costruita nei cantieri Searle&Sons di Lambert. L’imbarcazione era lunga 4,5 metri circa, larga 28 cm e pesava circa 36 chili. Il fasciame era di legno di quercia ed era rivestita di cedro. John MacGregor cominciò a viaggiare. Lo scozzese navigò e remò in Europa, Baltico, Medio Oriente, Egitto e in ogni luogo la sua imbarcazione lo portasse. La cosa stupefacente è che ad un certo punto, nel 1866 circa, decise di scrivere un libro: “A thousand miles in the Rob Roy Canoe”. Questo volume divenne subito un best seller e fece di MacGregor un uomo famoso, e anche ricco. Si pensi che il volume arrivò ad essere rieditato per almeno una ventina di volte facendogli guadagnare circa 10 mila sterline di allora! Nello stesso anno fondò il British Royal Canoe Club, il più antico del mondo, diventandone anche il primo “capitano”. Le sue spedizioni, i sui libri (soprattutto) e il Royal Club portarono la canoa nel mondo sportivo. Ancora due curiosità sul nostro scozzese. MacGregor era molto religioso e quindi non pagaiava mai la domenica. Infine, se desiderate, passando da Londra e avendo una giornata da spendere andate a Henley on Thames nell’Oxfordshire. In questa località troverete un museo, il River & Rowing Museum. Lì potrete vedere l’originale canoa Rob Roy, o almeno una delle originali visto che MacGregor ne fece costruire almeno sette per solcare le acque di mezzo mondo.

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