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Dietro le quinte >> Il veterano e il suo erede
 
24/06/2014 10:14

Mirko Celestino e Luca Ronchi del team Axevo si assomigliano molto, soprattutto per la passione e per la determinazione nella MTB!

Venerdì 19 giugno parto lasciandomi alle spalle il caldo soffocante di Milano e, dopo circa quattro ore di viaggio, sono a Selva di Val Gardena.
Mi accoglie da subito un panorama mozzafiato e il clima è decisamente più mite rispetto a quello del capoluogo lombardo. Aria fresca, qualche nuvola e il venticello pungente tipico delle Dolomiti ma la sensazione di calore percepito è maggiore rispetto ai 18°; il motivo è molto semplice: Selva di Val Gardena è il centro del mondo MTB in questi giorni poiché, sabato 21 giugno, si è tenuta la Sellaronda Hero e moltissimi amatori hanno raggiunto il piccolo comune trentino con le loro scintillanti biciclette, allegria e tantissima passione.
Sellaronda Hero è una maratona di MTB, considerata dagli addetti ai lavori una delle più dure al mondo, di 84km che parte ed arriva a Selva di Val Gardena dopo aver attraversato diversi paesi,  quali Corvara e Canazei ma, soprattutto, con salite importanti come il mitico Passo del Pordoi.
In questo splendido contesto ho la fortuna di incontrare il passato, il presente ed il futuro del team AXEVO, Mirko Celestino e Luca Ronchi.
I due atleti passano tra gli stand presenti nel centro del paese, salutano gli addetti ai lavori, fanno parecchie foto e scambiano, sempre con il sorriso sulle labbra, quattro chiacchiere con i fans. Non sono scaramantici e si sbilanciano sul possibile risultato dell’evento che si svolgerà il giorno successivo.
Il mondo MTB è straordinario, professionisti e amatori si amalgamano alla perfezione, e anche un profano come me riesce a sentirsi parte integrante di questa stupenda e coinvolgente realtà composta da molte, moltissime famiglie.
Lo stesso Mirko, nato come corridore su strada, dove ha raggiunto grandi risultati ed ha corso coi team ed atleti più importanti, è seguito dalla sua famiglia ed “è quanto di più bello ci sia”, come lui stesso mi ha confermato.
Entrambi salgono in bicicletta presto, intorno ai sei anni, sviluppando un amore e una passione per il ciclismo unica che li spinge a superare avversità, difficoltà e i tanti sacrifici che si fanno per raggiungere il top in questa disciplina.
Mirko mi racconta quanto sia duro il ciclismo ed è contento di poter dare consigli ad appassionati e soprattutto ai bambini; il suo progetto, infatti, è aprire una scuola di MTB nella sua Andora potendo così mettere a disposizione di tutti la sua enorme esperienza integrata di consigli anche sull’alimentazione e sulla preparazione fisica e mentale.
È molto determinato e si sta già “allenando” in questo nuovo ruolo, motivo per il quale aiuta ed è molto vicino al suo erede, Luca Ronchi, che ascolta ed apprezza ogni parola che il veterano gli regala.
Abbiamo sorriso insieme quando lo stesso Luca ha definito Mirko “un’enciclopedia” dalla quale attingere, parla di lui quasi come fosse suo fratello maggiore, è fonte di ispirazione ed è molto grato al campione ligure in quanto lo volle fortemente nel team Axevo qualche anno prima.
Un rapporto solido, basato sulla passione, sul rispetto reciproco e sulla voglia di aiutarsi, eliminando quasi totalmente il proprio ego che, nel 90% dei casi, è causa di frizioni all’interno dei team di qualsiasi sport.
Si completano: Mirko insegna a Luca, Luca recepisce e fa suoi questi suggerimenti rendendo orgoglioso Mirko il quale, commentando due recenti successi del “fratello minore”, si definisce estremamente soddisfatto di quanto da lui conseguito con le sue stesse risorse.
Ascolto attentamente ogni parola che dicono, mi stanno insegnando molto, non solo del mondo della mountain bike ma anche della vita. Sono infatti rimasto colpito quando mi hanno detto che si può vincere anche forando una ruota o addirittura nel caso in cui cada una catena.
Quanti di noi si sono fermati alla prima, apparente insormontabile, difficoltà? Beh, loro ci stanno dicendo che può capitare che la “catena o la ruota” ci lasci a terra nello sport come nella vita, ma che possiamo vincere e comunque ripartire rimettendoci in sella, riprovandoci e dando del nostro meglio.
Resto un po’ stupito quando affermano entrambi (e non ditemi che non sembrano fratelli … questa è solo una delle molteplici similitudini che hanno) di non essere scaramantici, tra tutti gli sportivi con cui ho avuto la fortuna di confrontarmi, è la prima volta che sento questa asserzione; i due ragazzi del team Axevo  ascoltano il loro corpo, macinano chilometri, sudano, si impegnano, si allenano quotidianamente ed è per questo non hanno spazio per le scaramanzie.
Mi sento parte di questo mondo, io, che non metto piede su una bicicletta da oltre quindici anni ma l’aria che si respira, le parole di Mirko e Luca, traboccanti di passione, mi hanno reso partecipe di una realtà straordinaria.
Prima di andarmene e lasciarli preparare per la Sellaronda, il grande Celestino mi dice che ho il fisico da scalatore, quindi preparati Cursor, considerando che Mirko ci ha visto bene con Luca Ronchi, alla prossima Sellaronda avrai un nuovo hero cui chiedere il proprio punto di vista.
A presto!

K&H