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Lo sapevate che? >> Globulo Rosso vince l'edizione 2014 della 41° Parallelo. Nell'albo d'oro anche il grande Straulino, scomparso 10 anni fa!
 
23/05/2014 10:06

Innanzi tutto vorremmo cominciare questo appuntamento dedicato alla vela facendo i complimenti ai ragazzi di Este 31 Globulo Rosso che  recentemente hanno vinto l’edizione 2014 della 41esimo parallelo, la regata d’altura più antica del mediterraneo. Bravi davvero! Anche perché mettere il proprio nome nell’albo d’oro della storica manifestazione deve essere motivo di grande orgoglio visti i vincitori che hanno preceduto Globulo Rosso. Uno su tutti, l’ammiraglio Agostino ‘Tino Straulino’, forse il più grande velista e marinaio italiano dello scorso secolo che vinse la 41esimo parallelo ben tre volte. Straulino, di cui quest’anno ricorre il decennale della scomparsa, era quello che si può definire senza tema di smentita ‘una pellaccia’.  Impressionante il suo palmares. L’ammiraglio ha vinto un oro e un argento alle olimpiadi (Helsinki 1952 e Melbourne 1956) nella Classe star, quattro ori, due argenti e un bronzo ai mondiali e 10 ori, un argento e un bronzo agli europei, quest’ultimo a quasi sessant’anni. Leggendarie anche le sue imprese con la nave scuola della Marina Militare Amerigo Vespucci. Straulino nacque a Lussinpiccolo, nel Quarnero, il 10 ottobre 1914 all’epoca dell’ Impero austro-ungarico. La sua isola dal 1918 divenne italiana e successivamente, dal 1947 jugoslava, attualmente si trova in Croazia. Fin da subito mare e vento fanno parte della vita del piccolo Tino e d’altronde non poteva essere altrimenti visto che l’arcipelago delle assirtidi era famoso per sfornare capitani di lungo corso e bastimenti forgiati dalla famosa Bora, vento dal nome femminile ma che non permette distrazioni, ora come allora. Già a cinque anni il padre e lo zio gli regalano una barca costruita da loro che egli chiamerà Sogliola e con cui apprenderà i rudimenti dell’arte marinara. Si diploma all’istituto nautico e compie il servizio militare in marina. Allo scoppio della guerra viene mandato nei gruppi Gamma, le unità di incursori della marina. A guerra finita, mentre sta sminando il porto di Taranto, Straulino è vittima di un incidente che lo rende momentaneamente cieco e che non gli permetterà di recuperare mai pienamente la vista. Nonostante il grave fatto Tino continuerà ad allenarsi, soprattutto di notte, e nel 1948 parteciperà con Nico Rode, anche lui lussignano, alle Olimpiadi di Londra dove verranno penalizzati da una norma appena introdotta e da un ufficiale di gara che, in poche parole, gli fece capire che chi aveva perso la guerra non poteva vincere ai giochi. La rivincita ,alla beffa di Londra, arriva quattro anni dopo con la vittoria ad Helsinki e poi ancora con l’argento di Melbourne. La carriera sportiva di Straulino prosegue di pari passo con quella militare. Nel 1964 il lussignano diventa comandante della prestigiosa, anche grazie alle sue imprese, Amerigo Vespucci. Su tutte le sue gesta vanno segnalate la risalita del Tamigi a vela e l’attracco, senza aiuto di rimorchi o piloti al porto di Prtsmouth, tra un incrociatore ed una portaerei! Anni dopo a chi gli ricordava l'attracco di Portsmouth Straulino rispondeva semplicemente che tutto era andato come doveva andare solamente perchè il vento e l'equipaggio erano giusti. Famosa anche l’entrata, sempre a vela, della Vespucci nel porto di Taranto, quasi sfiorando le banchine. Una manovra spettacolare che costò comunque qualche giorno di punizione a Straulino ma che entrò nella storia della marineria. Tino continuerà a navigare praticamente fino alla fine dei suoi giorni vincendo ancora a 88 anni la regata di Napoli nella categoria over 60. Si spegnerà all’ospedale militare del Celio a Roma il 14 dicembre 2004. Un elicottero della Marina porterà la salma di Straulino a Lussino la sua isola, sempre amata e mai dimenticata, dove ora riposa col vento ed il mare del Quarnero.

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