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Dietro le quinte >> Il maratoneta social-e
 
09/04/2014 08:09

Foto di Francesco Pizzo

 
Quanto può essere emozionante incontrare un atleta olimpico, campione europeo e italiano con all’attivo tantissimi trionfi in campo nazionale ed internazionale?
Molto emozionante, posso garantirvelo.
Continuo a ripetermi, come se fosse un mantra, “tranquillo, è un uomo come te” ma non c’è nulla da fare, sono agitato, tra poco incontrerò Danilo Goffi, grande maratoneta italiano.
L’occasione è la quattordicesima edizione della SuisseGas Milano Marathon, cui prendono parte oltre 14.000 podisti, divisi tra maratoneti e staffettisti. I primi coprono i 42,195 Km in solitaria mentre i secondi si dividono il percorso.
La partenza della maratona è dalla periferia del capoluogo lombardo, precisamente da Rho, mentre l’arrivo è nel cuore della città, il Castello Sforzesco, dopo aver attraversato Porta Venezia, l’Arco della Pace, la Stazione Centrale ed altri luoghi simbolo di Milano.
La competizione assegna il titolo di Campione Italiano di categoria e Danilo è tra i favoriti.
Al termine della gara ho scoperto che, essendo molto scaramantico, Danilo non ha fatto pronostici ma era suo intento diventare campione Italiano, obiettivo importante ed era pronto a tutto.
Mi incollo al maxischermo per guardare la corsa e per fare il tifo. Lo vedo correre, è determinato e deciso.
Mentre osservo quelle immagini mi continuo a domandare quanta fatica, quanto sudore, quanti sacrifici e quanta passione ci siano dietro ad ogni singola falcata che Danilo fa. Ha avuto periodi che lui stesso ha definito bui, i classici alti e bassi di una carriera sportiva ma, dopo oltre vent’anni, corre ancora.
Si era anche ritirato ma, dopo un paio d’anni, è ritornato, non ce l’ha fatta, il richiamo della maratona era troppo forte.
“Mi mancava il mio mondo, mi mancava l’atletica, la fatica e la sofferenza … mi sono detto: no, devo ripartire” queste sono le parole che rispondono al mio quesito ed è stato proprio lui a dirmele, parlandomi non da atleta ma da uomo, trasmettendomi una passione infinita, nata nella periferia milanese quando aveva una quindicina d’anni.
Ogni essere umano può pensare di voler allontanare la fatica e la sofferenza ma non Danilo, lui la vuole con sé, la stringe e la fa sua come un padre stringe al petto il proprio figlio, esempio di amore incondizionato ed eterno per la disciplina.
Intanto siamo agli sgoccioli della gara, mancano poco più di cento metri e l’atleta legnanese mi passa davanti, mi emoziono anche perché, al mio fianco, c’è un amico di Danilo di vecchia data che lo incita.
Sesto nella classifica generale e primo degli italiani, questo significa che è CAMPIONE ITALIANO!
Incontrerò il neo campione e quindi, se prima ero un po’ agitato, ora lo sono di più!
Lo osservo sul podio sorridente e gaudente, inevitabilmente mi lascio coinvolgere dalla situazione e ascolto emozionato l’inno di Mameli.
Il momento del nostro incontro è alle porte … mentre si avvicina a me io rimango abbagliato dalla medaglia che ha al collo, l’oro, il metallo prezioso.
Ogni persona che ha praticato qualsivoglia attività sportiva sogna, un giorno, di metterla al collo ed associare il proprio nome al titolo di campione. Da amante di sport ed ex praticante quale sono, non posso fare altro se non rimanerne colpito anche io.
Danilo, dirigendosi verso di me, mi regala un sorriso ancor più abbagliante della medaglia, la mia tensione cala, il mantra che recitavo qualche ora prima è uno sbiadito ricordo.
Sono rapito dal Danilo uomo con cui è piacevole parlare, ma soprattutto ascoltare poiché chi, come lui, è appassionato e pratica sport così sacrificanti come la maratona, che mettono a dura prova sia la forza mentale che quella fisica, ha sempre grandi insegnamenti da regalare.
Gli stessi insegnamenti che vuole donare al gruppo di amatori che segue. Il suo futuro lo vede sempre nel mondo dell’atletica, come allenatore dal quale, posso scommetterci, ogni podista potrebbe ma soprattutto, vorrebbe, attingere e imparare.
La maratona è molto faticosa, debilitante e Danilo mi ha fatto capire quanti sacrifici siano necessari ed indispensabili, quanto la volontà, la forza mentale ed il rigore siano fondamentali in questa disciplina se si vuole riuscire.
Il segreto dietro ad ogni suo successo è molto semplice: “la testa prima delle gambe”.
Danilo è uno sportivo a tutti gli effetti tanto che l’altra sua grande passione è il calcio, o meglio, è tifosissimo di una squadra in particolare (la stessa per cui tifo io); ha provato a praticarlo, con risultati abbastanza negativi, ma che anche tuttora, soprattutto per eventi benefici, si diverte a giocare.
La beneficenza occupa un posto importante nella vita di Danilo, è ambasciatore di Africa&Sport, coi quali ha corso la staffetta in una edizione passata della Milano City Marathon, i suoi compagni di avventura erano degli atleti africani che avevano subito amputazioni.
Danilo è una costante sorpresa, abbiamo sorriso quando l’ho definito un “maratoneta social”, ha un sito internet che aggiorna, con l’aiuto di un paio di amici, spesso, dove i fan possono interagire con lui, chiedere informazioni o pareri ed ai quali lui dedica tutta la sua esperienza, è, inoltre, attivissimo anche su Facebook, con costanti aggiornamenti e foto.  La mia definizione calza a pennello, no?

K&H
 
P.S. qualcuno potrebbe chiedersi di quale squadra siamo tifosi io e Danilo, beh, posso solo dirvi che è una squadra di Milano, ha il nero tra i colori sociali e 18 scudetti 

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