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Dietro le quinte >> Chris Sharma, ambasciatore dell’arrampicata
 
31/03/2014 18:08

Al Rockspot di Pero, enorme spazio indoor dedicato a tutti gli appassionati di climbing in provincia di Milano (provare per credere!), venerdì 28 marzo, ho incontrato e scambiato qualche battuta con Chris Sharma, famoso climber statunitense. Una chiacchierata che mi ha permesso, anche per un profano in materia come me, di palpare un po’ più da vicino cosa voglia dire sviluppare e mantenere nel tempo una passione e dedizione come la sua, per uno sport così particolare come l’arrampicata, dove il tecnicismo si unisce alla forza ma in cui soprattutto è il coraggio a dominare la paura.  
Appena gli ho stretto la mano ho smorzato la tensione di essere davanti a un gigante del climbing come Chris, presentandomi come il suo “gemello”, visto che siamo nati lo stesso giorno dello stesso anno. Arriva la fragorosa risata dell’uomo più che dello sportivo, io mi distendo e si crea da subito quella piacevole alchimia che vorremmo poter avere ogni volta che intervistiamo un personaggio del calibro di Chris.
Eh sì perché lui sviluppa la sua passione a soli 12 anni quando viveva in California dove non sono di certo le montagne a fare da padrone nel paesaggio locale. Ma l’astuzia del giovane domina l’incompatibilità territoriale per la sua passione e lui si adatta allenandosi in una palestra. Per lui è stato “love at first sight” (amore a prima vista) per l’arrampicata ed ora il suo obiettivo principale è quello di trasmettere la sua passione agli altri e diffondere questo sport. E con tale intento partecipa a eventi, rilascia interviste e, soprattutto, decide, dopo qualche anno, di aprire una palestra totalmente progettata da lui. Dove? Proprio nello Stato dell’oro.
Più che la forza o le tecnicità, caratteristiche che siamo abituati a vedere in tutti i grandi che praticano questo sport, quello che mi colpisce di Chris è la sua umiltà che mi arriva nel preciso momento in cui gli chiedo cosa pensasse dell’affermazione, da molti sostenuta, che lo definisce il miglior climber esistente. Le sue parole di risposta alle mie vengono accompagnate da uno sguardo di pacata serenità che raccontano di un equilibrio necessario a non sfidare la natura affinché essa sia una tua alleata e non nemica da temere. Così mi spiega di come abbia avuto sempre molto chiaro dove voleva arrivare e questo lo ha condotto a sviluppare il suo potenziale al massimo spingendosi al limite. Un vero ambasciatore del climbing, tale perché nel suo DNA all’ambizione della natura umana si mischia quella consapevole necessità di migliorare costantemente le proprie abilità con passione e determinazione.
Secondo Chris è proprio questo il concetto, seppur semplice e apparentemente banale, che deve essere applicato in ogni situazione di vita quotidiana e per ogni cosa che ci appassiona veramente, che ci fa ardere ed emozionare.
Ecco dunque la formula segreta del californiano: impegno, dedizione, consapevolezza di dove si vuole arrivare e grande passione che spinge verso l’ignoto.  
Certo dalla parte di Chris c’è l’aiuto di Madre Natura che ha regalato, all’atleta americano, un grande talento, cui nessuno dei presenti all’evento è rimasto indifferente quando ha scalato, o meglio aggredito, con una velocità e una facilità disarmanti, una parete della palestra. Lo abbiamo visto salire con una leggiadria fenomenale mentre si susseguivano movimenti decisi e sicuri. Sembrava quasi fosse, a una decina di metri di altezza da terra, nel suo vero habitat naturale. Ha lasciato a bocca aperta chiunque fosse al Rockspot di Pero, eravamo tutti (esperti di arrampicata e non) con il naso all’insù a osservare questo portento domare la parete e raggiungere la vetta. In una sola parola: straordinario!
E poi, una volta sceso, Chris torna a essere l’uomo dedicando con la stessa umiltà e disponibilità che ha rivolto a me, il suo tempo ai numerosissimi fans senza centellinare l’attenzione e i sorrisi, soprattutto verso i più piccoli che scruta divertito mentre, imitandolo, scalano le pareti della palestra.

Piccola curiosità. Chris, durante l’intervista mi ha anche confessato che ogni tanto pratica altre discipline quali snowboard e surf, sport decisamente più “californiano”, ma la maggior parte del tempo lo dedica al climbing perché, usando le sue parole, “climbing is my life”. Sottolinea questa frase indicando una parete con lo sguardo pieno di passione, la stessa emozione che si potrebbe avere mentre si osserva una donna di cui si è innamorati.

 
Non mi resta altro che dire… Thank you Chris, the climbing ambassador

 
K&H

Foto di Francesco Pizzo

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